Una tesi alla London School of Economics di Londra sul modello Montesilvano

La studentessa Alice Troiano incontra il sindaco Maragno per preparare la dissertazione accademica

Alice Troiano, 23 anni compiuti il 2 gennaio, studentessa di San Giovanni Teatino, da tre anni a Londra per frequentare prima la triennale di Antropologia alla University College London, e poi il master in Politiche internazionali pubbliche e sociali alla London School of Economics sta preparando la tesi sul progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Montesilvano.
La giovane ha incontrato questa mattina il sindaco Francesco Maragno per approfondire la conoscenza della gestione dei migranti attuata in città.


Un’altra tesi in una delle università più apprezzate al mondo, dunque, dopo la tesi di Nunzia Morellon (cittadina italiana con passaporto anche francese) alla Sorbona di Parigi, che dimostrano come la soluzione trovata dal primo cittadino Maragno al problema dell’immigrazione sta diventando un modello da studiare a livello internazionale.
«Ho saputo del progetto da un amico», spiega Alice Troiano, «il fotografo Stefano Schirato, che poi mi ha messo in contatto con don Marco della Caritas il quale a sua volta mi ha fatto conoscere il direttore dell’Azienda speciale, Eros Donatelli, che gestisce lo Sprar della città. Mi ha affascinato questa iniziativa del mio territorio, e sono fiera di portarla all’estero. Il tema principale della mia tesi, che devo consegnare il 22 agosto, sarà quello di analizzare come un progetto efficiente dal punto di vista socio economico per il territorio possa andare oltre l’ideologia politica. Nel vostro caso non c’è un sindaco che pensa secondo la tessera di partito, ma bada, invece, a quale sia l’interesse di Montesilvano e dei suoi concittadini per la migliore gestione dell’emergenza immigrati: un problema (come lo erano i Cas, Centri di accoglienza straordinaria) si rivela una risorsa per il territorio. Poi, mi ha piacevolmente sorpreso l’atteggiamento di Maragno di circondarsi di tecnici capaci e preparati in grado di gestire problemi così complessi nel modo migliore».
«Siamo molto soddisfatti, inutile nasconderlo», dice il sindaco Maragno, «quello di Alice Troiano è un ulteriore segno dell’interesse scientifico sull’efficacia della gestione dei migranti nel nostro territorio. Siamo riusciti a tutelare la sicurezza, lo sviluppo turistico e commerciale, con le necessità e le aspettative dei migranti stessi. Il 31 maggio 2017, sgomberammo 48 appartamenti in via Ariosto, a ridosso dell’area turistica, uno dei ghetti più pericolosi d’Italia dedito allo spaccio e alla contraffazione. Inoltre, fino a dicembre 2017, avevamo la presenza di due Cas, Centri di accoglienza straordinaria, in altrettante strutture alberghiere fronte mare, con flussi illimitati di migranti controllati direttamente dalle Prefetture, sui quali l’ente comunale non aveva voce in capitolo. Abbiamo preso una decisione, non restare a guardare per tutelare gli interessi dei montesilvanesi. L’unica possibilità data dalla normativa di riferimento per ridurre notevolmente il numero dei migranti sul territorio era quella di aderire alla rete Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, gestito direttamente dal Comune. Questo ci ha consentito di applicare la clausola di salvaguardia, che esclude differenti tipologie di accoglienza sul territorio. Siamo riusciti a ridurre il numero dei migranti a circa cento persone, impegnate in lavori nell’ambito della cura del verde, delle manutenzioni del cimitero cittadino e, nel corso dell’ultima stagione estiva, di assistenza nelle due spiagge accessibili della città, affiancando a aiutando i diversamente abili a fruire dei servizi messi a loro disposizione».