Migranti, il modello SPRAR di Montesilvano al centro dell'Assemblea Nazionale Anci

Il Sistema di Protezione Rifugiati e Richiedenti Asilo (SPRAR) è l'unico strumento che può conciliare il bisogno di tranquillità e sicurezza dei cittadini con le necessità dei migranti. È la conclusione tratta nella tavola rotonda che si è svolta stamani a Vicenza nell'Assemblea Plenaria Anci, incentrata sulla gestione dei migranti.


Relatori dell'incontro, moderato dal giornalista di RaiNews Gianluca Semprini e introdotto dal sindaco di Prato, nonché presidente Anci Toscana, Matteo Biffoni, il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno e i primi cittadini di Savona Ilaria Caprioglio, di Ventimiglia Enrico Ioculano, di Sant'Alessio in Aspromonte Stefano Ioli Calabrò, di Mirano Maria Rosa Pavanello anche presidente Anci Veneto, e Oliviero Forti, responsabile immigrazione Caritas Italiana.
Quest'ultimo ha fornito una panoramica sulla situazione degli immigrati in Italia, la cui gestione ha riscontrato una virata positiva proprio grazie alla rete SPRAR, costituita dai Comuni italiani.
Particolarmente apprezzato l'intervento del sindaco Maragno che ha sottolineato come la oculata e pianificata progettualità dello SPRAR possa arginare i dannosi effetti dovuti alla caotica gestione dei CAS, frutto delle decisioni prese dalle Prefetture, indipendenti dalle volontà delle Amministrazioni Comunali, portatori di flussi indiscriminati e incontrollabili sul territorio, assolutamente distanti dalle esigenze di sviluppo della città.
"Questo incontro - dichiara il sindaco Francesco Maragno - è stato una ottima opportunità di confronto con le numerose realtà italiane che, come Montesilvano, devono riuscire a garantire la sicurezza dei propri cittadini, tutelare le vocazioni turistico- commerciali, coniugandole con la gestione dei migranti. A Montesilvano abbiamo imboccato la strada giusta, confermata da dati oggettivi: la riduzione del numero dei migranti presenti dagli oltre 350 ad un massimo di 161, la chiusura dei CAS nei due alberghi del lungomare, nel luogo nevralgico del turismo cittadino, a partire dal 1 gennaio 2018, la dislocazione su tutto il territorio di piccoli gruppi di migranti, tra uomini, donne e bambini che saranno impegnati in attività formative, lavorative per favorirne la loro integrazione a 360 gradi. Con l'ausilio delle associazioni coinvolte continueremo a lavorare senza esitazioni, affinché ciò che oggi ha costituito nell'opinione pubblica un problema, possa essere percepito come una risorsa".