Mediazione interculturale, prosegue il progetto nelle scuole del territorio

Viene esteso anche all’anno scolastico 2016/2017 il progetto volto all’integrazione degli alunni immigrati e alle loro famiglie in campo scolastico promosso nell’ambito di un protocollo d'intesa sottoscritto dal Comune di Montesilvano, dall'Azienda Speciale, dalla Fondazione Caritas dell'Arcidiocesi Pescara Penne e dalle scuole del territorio.

«Il progetto di mediazione interculturale – spiega l’assessore al sociale Ottavio De Martinis -  è ormai un punto fermo nel processo di integrazione necessario soprattutto in ambito scolastico. I risultati dello scorso anno sono stati evidenti e significativi, dunque abbiamo deliberato di rinnovare questo percorso avviato con la Caritas».

Il progetto ha visto l’attivazione di un tavolo di lavoro interistituzionale tra le scuole del territorio di Montesilvano, l’Azienda Sociale, l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Caritas.

Nello scorso anno scolastico il servizio ha coinvolto 5 mediatori interculturali ai quali si è aggiunta una sesta nel secondo periodo. Le attività laboratoriali hanno coinvolto 36 alunni. Alcune scuole hanno chiesto l’intervento dei mediatori per la comunicazione scuola-  famiglia, avvenuti telefonicamente e con incontri tra insegnanti, genitori e mediatori nelle strutture scolastiche. Nel periodo marzo – luglio 2016 è stato attivato uno sportello Immigrati a cui si sono rivolti 112 utenti stranieri che hanno messo in evidenza problematica di natura economica, familiare e di orientamento ai servizi. Nell’ultimo anno su 217 segnalazioni, il servizio ha preso in carica ben 65 giovani stranieri.

«Le scuole italiane -  spiega ancora De Martinis -  presentano sempre più alunni provenienti da altre culture. Le famiglie spesso non conoscono la lingua italiana. Questo rende più complesso il rapporto tra docenti, genitori, e ancora di più l’integrazione degli stessi ragazzi. Questo progetto si propone di colmare esattamente questo divario ed ecco perché continuerà ad essere riproposto nelle scuole del territorio».