Cittadini ed Associazioni del Tavolo Disabilità studiano il Piano Sociale Regionale

Il Tavolo Disabilità di Montesilvano chiede alla Regione di essere ascoltato. È stata una riunione di studio e di approfondimento quella che il Tavolo Disabilità ha voluto organizzare giovedì 28 luglio scorso. I cittadini e le Associazioni, durante i lavori del Tavolo, accogliendo l’invito dell’Amministrazione Maragno che sta portando avanti da tempo il più ampio progetto di cittadinanza attiva, hanno l’occasione di lavorare per far emergere opportunità di collaborazione con il Comune in un ambito così delicato quanto importante come quello sociale.

«In questi giorni la Regione Abruzzo sta portando a conclusione l’iter di approvazione del nuovo Piano sociale Regionale 2016-2018 – afferma il consigliere Enea D’Alonzo – e ci siamo resi conto nelle diverse riunioni che stiamo portando avanti in Comune con gli amici del Tavolo Disabilità, che la Bozza del suddetto piano contiene molti punti che speriamo saranno rivisti a livello regionale. Il Tavolo Disabilità ha deciso di produrre un documento unico in cui verranno riportate una serie di osservazioni da sottoporre all’attenzione della Regione Abruzzo al fine di far sentire la voce di cittadini ed operatori sociali di Montesilvano, una tra le città più grandi d’Abruzzo».

All’incontro del Tavolo Disabilità si è sottolineato l’importanza di coordinare le istanze del Tavolo con le politiche sociali non solo del Comune, ma anche dell’Azienda Speciale per i Servizi Sociali del Comune di Montesilvano. «Sono veramente contento di come stia lavorando il Tavolo Disabilità – continua il consigliere D’Alonzo -, è evidente l’intento costruttivo e, soprattutto, collaborativo che sta ispirando i suoi partecipanti. La co-partecipazione, tipica della sussidiarietà a cui i vari Tavoli di discussione si stanno ispirando, sta dando i suoi frutti. Mi auguro che le istanze che ci prepariamo ad inoltrare alla Regione non passeranno inosservate, sarebbe deludente constatare che la voce dei cittadini, di quei cittadini che vivono in prima persona e sul campo il problema della disabilità, rimanesse inascoltata. In questo caso sarebbe come non riconoscerne le competenze ed il loro lavoro».

Il Piano Sociale Regionale 2016-2018, così come si legge nelle sue Premesse, è un documento di analisi, indirizzi e proposte che restituisce una situazione della domanda sociale e la relativa risposta, in termini di offerta dei servizi, da parte della nostra Regione. «Pur nella consapevolezza di essere di fronte ad un atto di indirizzo – continua il consigliere D’Alonzo - , il tono in esso contenuto è imperativo. Non sono previsti stanziamenti e, pertanto, ciò che chiediamo è anche l’individuazione di somme ben precise da destinare ai diversi servizi sociali. Solo in questo modo i comuni potranno chiarire meglio il loro impegno verso i cittadini più deboli».