Tradeco, il Tribunale delle imprese rigetta l'istanza della ditta pugliese

«Il Tribunale civile de L'Aquila ha rigettato l'istanza presentata dalla Tradeco». Lo annuncia l'assessore all'Igiene Urbana Paolo Cilli che spiega: «Lo scorso maggio la ditta pugliese ha depositato un atto di citazione in giudizio con il quale richiedeva la disapplicazione della determina con cui il dirigente del settore Patrimonio, Attività tecnologiche e Protezione civile del Comune di Montesilvano ha disposto la risoluzione del contratto. Il Tribunale ha rigettato la loro richiesta. La determina di risoluzione continua dunque ad avere la sua efficacia».


Alla base della decisione presa da parte del Comune, una lunga serie di inadempienze e conseguenti contestazioni e sanzioni emesse dagli uffici tecnici comunali nel corso del 2015. Dopo la risoluzione del contratto con la Tradeco, ufficialmente disposta il 25 febbraio scorso, il dirigente di settore ha affidato il servizio alla seconda classificata della gara che nel maggio 2013 si concluse con l’aggiudicazione dell’appalto alla società pugliese, ossia l’Associazione Temporanea d’imprese, composta dal Consorzio Formula Ambiente di Cesena e dalla S.a.p.i. srl di Vasto. Si tratta di un affidamento effettuato nelle more della gara per il porta a porta che l’Amministrazione intende emanare entro la fine dell’anno.
«Le carenze da parte della Tradeco sono state sotto gli occhi di tutta la cittadinanza - aggiunge Cilli -. Siamo convinti che l'iter avviato con la risoluzione porterà notevoli benefici ai cittadini, e alla qualità dell'immagine della città stessa. Questa decisione presa dal Tribunale è un'ulteriore prova della puntualità delle contestazioni messe in evidenza dai nostri uffici».
Le sanzioni elevate dal Comune tra il 2015 e il 2016 ammontano a circa 110.000 euro. L’ultima in ordine di tempo di circa 19 mila euro, risale ad aprile e si riferisce al ritardo nella comunicazione dell’astensione dal lavoro dei dipendenti avvenuta l’8 febbraio con evidenti disagi per la popolazione. A questa si sommano complessivi 90.000 euro del 2015 per l'incompleta effettuazione della campagna di informazione e comunicazione, prevista nel contratto, per i ritardi nel collocamento sul territorio di cestoni multi scomparto, nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti della ditta, nella fornitura delle utenze commerciali dei materiali per la raccolta porta a porta e ancora per il mancato adempimento di un'ordinanza sindacale relativa alla rimozione dei rifiuti in alcune zone della città e infine per aver eseguito il servizio raccolta in maniera ridotta.